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Apnee notturne? Polisonnografia a Bologna: come si fa

Russare ogni notte, svegliarsi stanchi anche dopo otto ore a letto o sentirsi dire dal partner che il respiro “si ferma” durante il sonno sono segnali da non sottovalutare. Spesso dietro questi sintomi si nasconde la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), un disturbo molto diffuso e ancora largamente sottodiagnosticato.

L’esame di riferimento per individuarla è la polisonnografia. In questa guida trovi cos’è, come si svolge, se si può fare a casa, chi la prescrive e quanto costa a Bologna, con indicazioni pratiche per arrivare preparati.

Che cos’è la polisonnografia

La polisonnografia è un esame diagnostico non invasivo che registra, durante il sonno, una serie di parametri fisiologici. Serve a capire se la respirazione notturna è regolare e, in caso contrario, quanto sono frequenti e gravi le interruzioni.

A seconda del tipo di esame, i parametri monitorati possono includere:

  • flusso d’aria da naso e bocca;
  • movimenti respiratori di torace e addome;
  • saturazione di ossigeno nel sangue;
  • frequenza cardiaca;
  • posizione del corpo durante la notte;
  • intensità e durata del russamento;
  • attività cerebrale, movimenti oculari e tono muscolare, solo nella polisonnografia completa.

Quest’ultima distinzione è importante. Il monitoraggio cardiorespiratorio notturno, detto anche poligrafia, e la polisonnografia completa differiscono per parametri registrati, impiego, luogo di esecuzione e costo:

CaratteristicaMonitoraggio cardiorespiratorio notturno (poligrafia)Polisonnografia completa
Parametri principaliRespiro, ossigeno e cuoreGli stessi parametri più attività cerebrale (elettroencefalogramma), movimenti oculari e tono muscolare
ImpiegoStrumento più usato per diagnosticare le apneeDisturbi più complessi, come narcolessia, parasonnie o alterazioni delle fasi REM e NON-REM
Luogo di esecuzioneA domicilioIn laboratorio
Costo in regime privatoIn genere tra 150 e 300 euroDi norma superiore

Apnee notturne: perché è importante diagnosticarle

Nelle apnee ostruttive del sonno le vie aeree superiori si chiudono, del tutto o in parte, più volte durante la notte. Ogni episodio riduce l’ossigeno nel sangue e provoca un microrisveglio, spesso non percepito, che frammenta il sonno e lo rende poco ristoratore.

Le conseguenze si vedono di giorno: sonnolenza, difficoltà di concentrazione, mal di testa al risveglio, irritabilità. Nel lungo periodo, l’OSAS non trattata è associata a un rischio maggiore di ipertensione, aritmie, infarto e ictus. La sonnolenza diurna aumenta inoltre il rischio di incidenti stradali e sul lavoro.

La polisonnografia misura l’indice di apnea-ipopnea (AHI), cioè il numero medio di eventi respiratori per ora di sonno. In linea generale:

Indice di apnea-ipopnea (AHI)Classificazione
Meno di 5 eventi/oraValore nella norma
Da 5 a 14 eventi/oraApnea lieve
Da 15 a 29 eventi/oraApnea moderata
30 o più eventi/oraApnea grave

Russamento: quando diventa un campanello d’allarme

Non tutti quelli che russano soffrono di apnee notturne. Il russamento diventa sospetto quando è forte, abituale e si accompagna ad altri segnali, tra cui:

  • pause respiratorie notate da chi dorme accanto;
  • risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento;
  • bisogno frequente di urinare di notte;
  • stanchezza e sonnolenza diurna marcate;
  • sovrappeso, collo largo o ipertensione difficile da controllare.

In presenza di questi elementi, la polisonnografia permette di distinguere un russamento semplice da un disturbo respiratorio che richiede una terapia.

Come si svolge la polisonnografia?

La polisonnografia si svolge in tre fasi: applicazione dei sensori, registrazione durante una notte di sonno e lettura dei dati da parte di uno specialista.

  1. Applicazione dei sensori. In ambulatorio un operatore posiziona una cannula nasale, le fasce toraco-addominali e un saturimetro al dito, collegati a un piccolo registratore portatile. Spiega anche come indossare e attivare il dispositivo.
  2. Registrazione notturna. Il paziente dorme come di consueto, mentre lo strumento raccoglie i dati per tutta la notte.
  3. Riconsegna e referto. Il mattino seguente il dispositivo viene restituito. I tracciati vengono analizzati e il medico redige un referto con l’AHI, i valori di saturazione e le eventuali indicazioni terapeutiche.

L’esame è indolore e non richiede una preparazione particolare. Per non alterare il risultato conviene evitare alcol, sonniferi non prescritti e caffeina nel pomeriggio e la sera dell’esame, e mantenere le abitudini di sonno abituali.

La polisonnografia si fa a casa?

Sì, nella maggior parte dei casi la polisonnografia per le apnee notturne si esegue a domicilio. Dopo l’applicazione dei sensori in ambulatorio, il paziente torna a casa e dorme nel proprio letto.

L’esame a domicilio offre vantaggi concreti:

  • il sonno è più naturale, senza l’ambiente estraneo di un laboratorio;
  • non richiede il ricovero né la permanenza notturna in struttura;
  • i tempi di accesso sono in genere più brevi.

La polisonnografia completa in laboratorio resta indicata in situazioni specifiche: sospetto di narcolessia o di altri disturbi neurologici del sonno, esito domiciliare dubbio, oppure pazienti con malattie cardiache o respiratorie importanti.

Chi prescrive la polisonnografia?

La polisonnografia può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure da uno specialista, in particolare pneumologo, otorinolaringoiatra, neurologo o cardiologo.

Nel Servizio sanitario nazionale serve l’impegnativa e l’esame viene di solito inserito in un percorso di valutazione presso un centro per i disturbi del sonno. In ambito privato la prescrizione non è obbligatoria, ma è consigliabile arrivare con una valutazione clinica. Un otorino o uno pneumologo possono inquadrare i sintomi, interpretare il referto e impostare subito il trattamento più adatto.

Dopo l’esame: cosa succede

Se la polisonnografia conferma le apnee notturne, il trattamento dipende dalla gravità e dalle caratteristiche del paziente. Le opzioni principali sono:

  • correzione dello stile di vita: calo di peso, stop ad alcol e fumo serali, posizione laterale durante il sonno;
  • dispositivo di avanzamento mandibolare: un apparecchio orale indicato nei casi lievi o moderati;
  • CPAP: una macchina che mantiene aperte le vie aeree con una pressione d’aria continua ed è il trattamento di riferimento nelle forme moderate e gravi;
  • chirurgia otorinolaringoiatrica, in casi selezionati con ostruzioni anatomiche evidenti.

Una diagnosi tempestiva migliora la qualità del sonno e della vita quotidiana e riduce i rischi cardiovascolari associati a un disturbo spesso trascurato. Se russi abitualmente o ti svegli senza sentirti riposato, parlarne con il medico è il primo passo verso un esame semplice e risolutivo.