Con l’innalzamento delle temperature estive, l’esposizione prolungata al sole durante il lavoro diventa un tema di salute pubblica. Per questo l’Emilia-Romagna è intervenuta con l’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 72 del 3 giugno 2026, in vigore fino al 15 settembre 2026, che limita le attività all’aperto nelle ore più calde della giornata.
Cosa prevede l’ordinanza
Nei giorni in cui le mappe di rischio del portale Worklimate (sviluppato da INAIL e CNR) segnalano un livello “Alto” per il territorio interessato, è vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00. La misura riguarda i settori più esposti — agricoltura e florovivaismo, cantieri edili, cave, piazzali della logistica e, da quest’anno, anche i rider che consegnano con mezzi a pedalata — ma il principio che la ispira riguarda chiunque: il caldo estremo è un rischio concreto per la salute.
Perché il caldo è pericoloso per chi lavora
L’esposizione prolungata ad alte temperature e umidità, soprattutto durante uno sforzo fisico, può portare a disidratazione, stress termico e colpo di calore, con conseguenze che in alcuni casi possono essere gravi. I primi segnali da non sottovalutare sono mal di testa, debolezza, crampi muscolari, vertigini, nausea, pelle calda e arrossata, battito accelerato. In presenza di questi sintomi è importante fermarsi, spostarsi in un luogo fresco e ombreggiato, idratarsi e, se i sintomi non regrediscono, rivolgersi a un medico.
Come proteggersi
Al di là dell’ordinanza, alcune attenzioni valgono per tutti, soprattutto per chi lavora all’aperto:
- bere acqua fresca regolarmente, senza aspettare di avere sete; un percorso di dietetica e nutrizione può aiutare a impostare le corrette abitudini di idratazione e alimentazione nei mesi caldi;
- preferire le ore più fresche per le attività fisicamente impegnative e aumentare le pause all’ombra o in ambienti climatizzati;
- proteggere pelle e occhi dal sole: per la salute della pelle, dai nei alle scottature, è utile un controllo dermatologico, mentre per la vista ci si può rivolgere all’ambulatorio di oculistica;
- prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, come i lavoratori più anziani, chi non è ancora acclimatato e chi assume determinati farmaci o ha specifiche condizioni di salute, ad esempio di tipo cardiovascolare: in questi casi una visita cardiologica di controllo prima della stagione calda può essere utile.
Anche negli ambienti chiusi e poco ventilati — capannoni, magazzini, officine — il rischio non va sottovalutato: caldo, umidità e scarso ricambio d’aria possono generare stress termico anche al coperto.
Tutte le informazioni ufficiali sull’ordinanza sono disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna.