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Dermatite: come riconoscerla, come si cura e quando serve il dermatologo

La dermatite è un’infiammazione della pelle non contagiosa, che si manifesta con arrossamento, prurito, secchezza e desquamazione.

Non è una singola malattia, ma un gruppo di condizioni diverse: le tre forme più frequenti sono la dermatite atopica, la dermatite da contatto e la dermatite seborroica.

Nella maggior parte dei casi si controlla con creme emollienti e, nelle fasi acute, con cortisonici topici. Serve una valutazione specialistica quando l’eruzione dura più di un mese, disturba il sonno o non risponde ai prodotti da banco.

Che cos’è la dermatite

La dermatite è una reazione infiammatoria degli strati superficiali della pelle.

Alla base c’è quasi sempre un’alterazione della barriera cutanea: il film idrolipidico che trattiene l’acqua e tiene fuori irritanti e microrganismi funziona male, la pelle si disidrata e reagisce con infiammazione.

Da qui il circolo vizioso tipico: la barriera indebolita lascia passare allergeni e irritanti, l’infiammazione provoca prurito, il grattamento danneggia ulteriormente la barriera.

Interrompere questo circolo è l’obiettivo di qualsiasi trattamento. La dermatite può comparire a ogni età ed essere episodica o cronica, con riacutizzazioni periodiche.

Dermatite ed eczema sono la stessa cosa?

Nell’uso clinico corrente sì, i due termini sono sinonimi. “Eczema” indica il quadro visibile – chiazze arrossate, essudanti o desquamanti – mentre “dermatite” è il termine più generale.

In Italia si tende a usare “eczema” soprattutto per la dermatite atopica, tanto che le due espressioni compaiono spesso insieme (“eczema atopico”).

Nessuna delle due indica una malattia contagiosa.

Quali tipi di dermatite esistono

Le forme sono numerose, ma cinque coprono la grande maggioranza dei casi.

TipoChe cosa la provocaDove compareSegno distintivo
AtopicaPredisposizione genetica e difetto della barriera cutaneaViso e arti nel lattante; pieghe di gomiti e ginocchia nel bambino; mani, collo e palpebre nell’adultoPrurito intenso e pelle secca in modo persistente, anche fuori dalle riacutizzazioni
Da contatto irritativaDanno diretto da detergenti, solventi, acqua, sfregamentoDove avviene il contatto, tipicamente le maniCompare in poche ore, bruciore più che prurito, limitata all’area esposta
Da contatto allergicaReazione immunitaria a un allergene come nichel, profumi, conservanti, gommaSede del contatto, con possibile estensione oltre i marginiCompare 24-72 ore dopo il contatto e si ripresenta a ogni riesposizione
SeborroicaProliferazione del lievito Malassezia nelle aree ricche di ghiandole sebaceeCuoio capelluto, sopracciglia, pieghe del naso, orecchie, toraceSquame giallastre e untuose su fondo arrossato
Da stasiInsufficienza venosa cronica degli arti inferioriCaviglie e gambePelle scura, indurita, con gonfiore che peggiora la sera

Sulla componente ereditaria della forma atopica vale la pena essere precisi: avere un genitore con dermatite atopica rende il disturbo circa tre volte più probabile, averli entrambi circa cinque volte.

Gli studi sui gemelli stimano l’ereditabilità intorno al 75%.

La predisposizione, però, non è una condanna: i fattori ambientali decidono se e quanto si manifesta.

Come si riconosce una dermatite: i sintomi

I segni comuni a quasi tutte le forme sono:

  • arrossamento a chiazze, dai margini spesso sfumati
  • prurito, che nelle forme atopiche può essere molto intenso e peggiorare la sera
  • secchezza e desquamazione, con sensazione di pelle che tira
  • vescicole nelle fasi acute, che rompendosi lasciano essudato e crosticine
  • ispessimento della pelle (lichenificazione) nelle forme croniche, conseguenza del grattamento prolungato
  • ragadi, cioè piccole fessurazioni dolorose, tipiche delle mani e dei polpastrelli

L’intensità varia molto, da un lieve arrossamento stagionale a quadri che compromettono la vita quotidiana. Il prurito notturno è il sintomo che pesa di più ed è uno dei motivi più solidi per chiedere una valutazione medica.

Non è sempre dermatite: cosa può somigliarle

Molte chiazze rosse e pruriginose non sono dermatiti. Le condizioni che più spesso vengono confuse – anche da fonti divulgative – sono quattro.

CondizioneAspettoBordoPruritoSede tipica
DermatiteChiazze rosse, secche o essudantiSfumato, irregolareDa moderato a intensoPieghe, mani, viso
PsoriasiPlacche in rilievo con squame spesse e argentateNetto, ben delimitatoSpesso scarso o assenteGomiti, ginocchia, cuoio capelluto, zona lombare
Micosi (tinea)Chiazza tondeggiante che schiarisce al centroRilevato e attivo, si allarga verso l’esternoVariabileInguine, piedi, tronco
ScabbiaPapule e sottili cunicoli lineariNon definitoMolto intenso, soprattutto di notteSpazi tra le dita, polsi, ombelico, genitali
RosaceaRossore persistente con capillari visibili e papuleDiffusoBruciore più che pruritoSolo parte centrale del viso

La distinzione non è accademica: il cortisone topico, che migliora una dermatite, peggiora una micosi e ne maschera i segni, rendendo poi la diagnosi più difficile.

È il motivo principale per cui una chiazza che non risponde alla crema cortisonica va fatta vedere invece che trattata più a lungo.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi è clinica: il dermatologo la formula osservando le lesioni e raccogliendo la storia del disturbo: da quanto dura, dove è comparso, che cosa lo peggiora, che cosa è già stato usato.

Gli approfondimenti servono solo in casi selezionati:

  • patch test, quando si sospetta una dermatite allergica da contatto: si applicano sulla schiena cerotti con gli allergeni più comuni e si leggono le reazioni dopo 48 e 72 ore
  • esame micologico, per escludere un’infezione da funghi
  • biopsia cutanea, riservata alle forme atipiche o resistenti

Utile presentarsi alla visita con l’elenco dei prodotti già provati e, se le lesioni vanno e vengono, con qualche foto scattata nella fase acuta.

Scopri il nostro ambulatorio di Dermatologia.

Come si cura la dermatite

Il trattamento si costruisce su due binari paralleli: ricostruire la barriera e spegnere l’infiammazione.

  • Emollienti: sono la base di ogni forma, vanno usati tutti i giorni anche quando la pelle sta bene, non solo durante le riacutizzazioni. Applicati sulla pelle ancora umida dopo il bagno rendono di più.
  • Cortisonici topici: prima scelta nelle fasi acute. Cicli brevi, potenza scelta in base alla zona — bassa su viso e pieghe, media o alta su tronco e arti.
  • Inibitori topici della calcineurina (tacrolimus, pimecrolimus): non sono cortisonici, adatti alle zone delicate come viso e palpebre e ai trattamenti prolungati.
  • Antistaminici orali: il prurito della dermatite non è mediato dall’istamina, quindi la loro efficacia sul sintomo è limitata. Le molecole sedative possono però aiutare a dormire nelle fasi di prurito notturno.
  • Antibiotici o antivirali: solo in presenza di una sovrainfezione.
  • Fototerapia e farmaci sistemici (immunosoppressori, farmaci biologici, inibitori JAK): riservati alle forme moderate-severe che non rispondono ai topici.

Nella dermatite da contatto, il passaggio decisivo resta identificare e rimuovere la causa: senza quello, qualsiasi terapia funziona finché la si usa e il disturbo torna appena si sospende.

Quanta crema usare davvero: la regola del polpastrello

L’indicazione “applicare uno strato sottile” è la causa più comune di fallimento della terapia cortisonica: per timore di effetti collaterali si usa troppo poco prodotto, l’infiammazione non si spegne e il ciclo si allunga inutilmente.

Esiste una misura standard usata in dermatologia, l’unità polpastrello (FTU): la quantità di crema che esce da un tubo con apertura da 5 mm lungo la falange dell’indice, dalla punta alla prima piega. Corrisponde a circa 0,5 grammi e copre una superficie pari a due palmi di mano di un adulto.

Zona da trattareUnità polpastrello
Viso e collo2,5
Una mano, entrambe le facce1
Un braccio3
Una gamba6
Tronco, davanti e dietro14

Per i bambini le quantità si riducono: circa un terzo della dose adulta intorno ai 4 anni, circa un quarto nel primo anno di vita. Le linee guida europee sull’eczema atopico raccomandano di dosare i topici antinfiammatori proprio con questo criterio, che resta comunque un riferimento generale: la prescrizione del medico ha sempre la precedenza.

Come ridurre le recidive

  • Detergere poco e bene: docce brevi, acqua tiepida, detergenti oleosi o syndet senza sapone.
  • Idratare ogni giorno, entro pochi minuti dal bagno.
  • Cotone a contatto con la pelle, evitando lana e sintetici diretti.
  • Guanti in cotone sotto i guanti di gomma per le pulizie domestiche e il lavoro bagnato: è la misura più efficace nelle dermatiti delle mani.
  • Temperatura e umidità moderate in casa: gli ambienti troppo caldi e secchi peggiorano il prurito.
  • Unghie corte, per limitare i danni del grattamento notturno.
  • Gestire lo stress, che è un fattore di riacutizzazione documentato in tutte le forme.

Dermatite in gravidanza: cosa si può usare

Le variazioni ormonali possono far peggiorare una dermatite preesistente o farla comparire per la prima volta.

Gli emollienti sono sicuri e restano il trattamento di fondo.

I cortisonici topici a bassa e media potenza sono considerati utilizzabili su aree limitate e per periodi brevi; vanno evitate le molecole molto potenti su superfici estese.

Per gli inibitori della calcineurina i dati sono limitati e la valutazione è caso per caso.

Vale una regola semplice: in gravidanza nessun prodotto va iniziato di iniziativa, compresi quelli da banco e i rimedi naturali. Un prurito diffuso e persistente, soprattutto nel terzo trimestre e senza lesioni evidenti, va sempre riferito al medico: può avere cause diverse dalla dermatite.

Serve una visita dermatologica?

Molte dermatiti lievi si risolvono con emollienti e qualche accorgimento quotidiano. In altri casi continuare da soli fa solo perdere tempo. Il questionario qui sotto aiuta a orientarsi: non è uno strumento diagnostico, ma un modo per capire se conviene fissare un controllo.

Questo strumento ha finalità informative e non sostituisce la visita medica. Non è un dispositivo diagnostico e non consente di escludere una condizione della pelle.

Segnali che non vanno rimandati

Se riconosci anche una sola di queste situazioni, non attendere: rivolgiti al medico in giornata o al pronto soccorso.

Quanto incide sulla tua quotidianità

Seleziona ciò che corrisponde alla tua situazione. Il risultato è solo un orientamento su quanto sia utile una valutazione specialistica.

Seleziona le voci che riconosci per vedere l’indicazione.

Le condizioni della pelle possono somigliarsi molto tra loro: una chiazza che non risponde alle creme non è necessariamente una dermatite resistente, può essere tutt’altro. Solo la visita dermatologica, con l’eventuale supporto di test allergologici o micologici, permette di arrivare a una diagnosi.