Psoriasi: come riconoscerla, quanto è grave e come si cura oggi
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non contagiosa, in cui il sistema immunitario accelera in modo anomalo il rinnovamento delle cellule cutanee.
Il risultato sono placche in rilievo, rosse e ricoperte da squame bianco-argentee, tipiche di gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare.
Interessa circa il 2% della popolazione italiana.
Non esiste una cura definitiva, ma le terapie disponibili permettono oggi remissioni complete e prolungate: la scelta dipende da quanto è estesa, dove si trova e da quanto pesa sulla vita quotidiana.
Se soffri di psoriasi, rivolgiti al nostro ambulatorio di Dermatologia.
Che cos’è la psoriasi
Alla base della psoriasi c’è un errore del sistema immunitario.
Alcuni linfociti T, che normalmente difendono l’organismo, si attivano contro la pelle e rilasciano molecole infiammatorie. Queste stimolano i cheratinociti, le cellule dell’epidermide, a moltiplicarsi molto più in fretta del normale.
In una pelle sana una cellula impiega circa un mese a risalire dagli strati profondi alla superficie ed essere eliminata; nella psoriasi lo stesso percorso si compie in pochi giorni.
Le cellule non fanno in tempo a maturare, si accumulano e formano le squame biancastre visibili sulle placche.
È una malattia cronica e recidivante: alterna fasi di remissione, anche molto lunghe, a riacutizzazioni.
Può comparire a ogni età, con due picchi di esordio tra i 16 e i 22 anni e tra i 57 e i 60.
La psoriasi è contagiosa?
No. La psoriasi non si trasmette in alcun modo: né toccando le placche, né condividendo asciugamani, piscine, palestre o oggetti personali.
Non è causata da un’infezione né da scarsa igiene.
È una condizione infiammatoria che nasce dentro l’organismo, in persone geneticamente predisposte.
Il timore del contagio resta però uno dei motivi principali per cui chi ne soffre si isola: vale la pena dirlo chiaramente.
Come si riconosce: i sintomi
Il segno più caratteristico è la placca: una chiazza in rilievo, di colore rosso acceso, ricoperta da squame secche bianco-argentee e nettamente delimitata rispetto alla pelle sana intorno.
È proprio il bordo netto a distinguerla dalla maggior parte degli eczemi, che hanno margini sfumati.
Altri segni frequenti:
- prurito o bruciore, spesso moderato ma non trascurabile, soprattutto sul cuoio capelluto
- ragadi dolorose, cioè fessurazioni della pelle, tipiche di mani, piedi e zone sottoposte a movimento
- alterazioni delle unghie: piccoli infossamenti puntiformi (pitting), macchie giallo-arancio, ispessimento, distacco della lamina
- sanguinamento puntiforme se si rimuove una squama
- dolore, gonfiore o rigidità articolare, soprattutto al mattino
Le alterazioni delle unghie meritano attenzione: sono spesso l’elemento che orienta la diagnosi quando le lesioni cutanee sono poche o poco tipiche.
Quali tipi di psoriasi esistono
| Forma | Come si presenta | Dove | Chi colpisce |
|---|---|---|---|
| A placche (volgare) | Placche ispessite, rosse, con squame bianco-argentee | Gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, zona lombare, glutei | 80-90% dei casi, soprattutto adulti |
| Guttata | Piccole macchie a goccia, da 1 mm a 1 cm, eruttive | Tronco e arti | Bambini e giovani, spesso 10-15 giorni dopo una faringotonsillite streptococcica |
| Inversa | Chiazze rosse, lisce e lucide, senza la desquamazione tipica | Ascelle, inguine, sotto il seno, solco intergluteo | Adulti, più frequente in caso di sovrappeso |
| Pustolosa | Pustole sterili, non infettive | Palmi e piante nella forma localizzata; tutto il corpo in quella generalizzata | Rara; la forma generalizzata è grave |
| Eritrodermica | Rossore e desquamazione su quasi tutta la superficie corporea | Diffusa | Rara e grave: richiede intervento medico immediato |
| Del cuoio capelluto | Placche aderenti che avvolgono il fusto dei capelli | Solo cuoio capelluto | Molto comune, spesso confusa con la forfora |

Non è sempre psoriasi: cosa può somigliarle
Molte chiazze squamose non sono psoriasi, e alcune psoriasi non sembrano psoriasi. È il motivo per cui la diagnosi va posta da uno specialista e non per somiglianza con le immagini trovate online.
| Condizione | Squame | Bordo | Prurito | Sede tipica |
|---|---|---|---|---|
| Psoriasi | Spesse, secche, bianco-argentee | Netto, ben delimitato | Variabile, spesso moderato | Gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, zona lombare |
| Dermatite seborroica | Sottili, untuose, giallastre | Sfumato | Modesto | Pieghe del naso, sopracciglia, orecchie, torace |
| Eczema nummulare | Fini, con essudazione e crosticine | Sfumato | Intenso | Arti, soprattutto gambe |
| Micosi (tinea) | Fini, concentrate sul bordo | Rilevato e attivo, con centro più chiaro | Variabile | Inguine, piedi, tronco |
| Lichen planus | Scarse, con reticolo biancastro in superficie | Netto, lesioni poligonali violacee | Intenso | Polsi, caviglie, mucosa della bocca |
| Pitiriasi rosea | Fini, a collaretto sul margine interno | Ovalare, orientato lungo le linee della pelle | Modesto | Tronco, dopo una chiazza iniziale più grande |
Il caso più insidioso è la psoriasi inversa: nelle pieghe la desquamazione manca del tutto e le lesioni appaiono rosse e lucide.
Molte persone vengono trattate per mesi con antimicotici, senza alcun beneficio, prima di ricevere la diagnosi corretta.
Se una chiazza in una piega non risponde alle creme antifungine, va rivalutata.
Quanto è estesa: la regola del palmo
La gravità della psoriasi non si giudica a occhio, ma misurando quanta pelle è coinvolta.
Esiste un metodo che chiunque può usare: il palmo della mano, dita comprese, corrisponde a circa l’1% della superficie corporea.
Contare quanti “palmi” servirebbero a coprire tutte le placche dà una stima dell’estensione.
| Superficie coinvolta | Classificazione | Approccio abituale |
|---|---|---|
| Meno del 3%, fino a 3 palmi | Lieve | Trattamenti topici |
| Dal 3% al 10% | Moderata | Topici, fototerapia, eventuale terapia sistemica |
| Oltre il 10% | Severa | Terapia sistemica o farmaci biologici |
C’è però un correttivo decisivo e spesso ignorato: la sede conta più dell’estensione.
Quando la psoriasi interessa cuoio capelluto, palmi, piante dei piedi, unghie, viso o area genitale può essere classificata come severa anche sotto il 10% di superficie, perché in quelle zone l’impatto funzionale è sproporzionato rispetto all’area.
Una psoriasi “piccola” ma localizzata sui palmi o sui genitali può quindi giustificare terapie altrimenti riservate alle forme estese: è un’informazione da portare in visita.
Perché viene la psoriasi
La psoriasi nasce dall’incontro tra una predisposizione genetica e uno o più fattori scatenanti.
Tra un terzo e la metà delle persone colpite riferisce familiarità per la malattia, ma la genetica da sola non basta: serve un innesco.
| Fattore scatenante | Come agisce |
|---|---|
| Stress fisico o psicologico | Lutti, interventi chirurgici, malattie debilitanti: lo stress è un fattore pro-infiammatorio e uno degli inneschi più frequentemente riferiti |
| Traumi della pelle | Ferite, ustioni, cicatrici, tatuaggi: le placche possono comparire sulla sede del trauma anche una o due settimane dopo, secondo il fenomeno di Koebner |
| Infezioni streptococciche | Le faringotonsilliti sono la causa classica della forma guttata e possono aggravare le altre forme |
| Alcuni farmaci | Beta-bloccanti, litio, antimalarici di sintesi e sali d’oro possono indurre o peggiorare la psoriasi. Non vanno sospesi di iniziativa: va informato il medico che li ha prescritti |
| Fumo e alcol | Associati a forme più severe e a una minore risposta alle terapie |
| Sovrappeso | Il tessuto adiposo alimenta l’infiammazione sistemica e peggiora la psoriasi; a sua volta la psoriasi aumenta il rischio di sindrome metabolica |
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi è clinica: il dermatologo osserva l’aspetto e la distribuzione delle lesioni e raccoglie la storia del disturbo.
Gli approfondimenti servono solo in casi selezionati:
- dermatoscopia, per distinguere la psoriasi da eczemi e micosi osservando i vasi delle placche
- esame micologico, quando la sede rende plausibile una micosi
- biopsia cutanea, riservata alle forme atipiche o dubbie
Risulta utile arrivare alla visita con l’elenco dei farmaci assunti, l’indicazione di eventuali infezioni recenti e qualche foto delle lesioni nella fase più attiva.
Come si cura la psoriasi
Dalla psoriasi non si guarisce in modo definitivo, ma con le terapie disponibili oggi è realistico ottenere una pelle libera da lesioni per periodi lunghi.
La scelta dipende da estensione, sede, presenza di interessamento articolare e impatto sulla vita quotidiana.
- Terapia topica; prima linea nelle forme lievi: cheratolitici per ridurre le squame e corticosteroidi, spesso associati ad analoghi della vitamina D (calcipotriolo). Sul cuoio capelluto si usano schiume, gel o shampoo medicati.
- Fototerapia: UVB a banda stretta (311 nm) o PUVA, nelle forme moderate o quando i topici non bastano. Richiede sedute ripetute in ambulatorio.
- Terapia sistemica tradizionale; metotrexato, ciclosporina, acitretina, dimetilfumarato, per via orale.
- Farmaci biologici: anticorpi monoclonali che bloccano selettivamente le molecole dell’infiammazione (TNF-alfa, IL-17, IL-23), per iniezione sottocutanea. Agiscono anche sull’artrite psoriasica e sono prescrivibili solo in centri autorizzati.
- Farmaci orali di nuova generazione: apremilast e deucravacitinib, efficaci su cute e articolazioni.
Gli emollienti restano utili in ogni fase: ammorbidiscono le squame, riducono le ragadi e migliorano la penetrazione dei farmaci topici.
Non è solo pelle: articolazioni e altri rischi
La psoriasi è una malattia infiammatoria sistemica, non un problema estetico.
La comorbidità più importante è l’artrite psoriasica, che interessa circa una persona con psoriasi su cinque; poco più di una su cinque nella popolazione europea.
Due dati rendono il tema urgente.
- Nella maggior parte dei casi la psoriasi cutanea precede l’esordio articolare, anche di diversi anni: esiste quindi una finestra per intercettarla.
- Un ritardo nella diagnosi si associa a danno articolare permanente ed erosioni ossee, che non si recuperano.
Le forme più severe sono inoltre associate a un aumento del rischio cardiovascolare, di sindrome metabolica e diabete, oltre che ad ansia e depressione legate all’impatto sociale della malattia.
Per questo il percorso di cura include il controllo periodico di pressione, glicemia e assetto lipidico.
Cosa evitare se hai la psoriasi
- Non grattare né staccare le squame: il trauma può generare nuove placche (fenomeno di Koebner).
- Non sospendere di iniziativa le terapie, in particolare i cortisonici sistemici: la sospensione brusca può innescare riacutizzazioni gravi.
- Non trascurare mal di gola e infezioni, che vanno trattate tempestivamente.
- Non ignorare i dolori articolari, anche se sembrano scollegati dalla pelle.
- Ridurre fumo e alcol e mantenere un peso adeguato: incidono sulla risposta alle terapie.
Serve una visita specialistica?
Se hai già una diagnosi di psoriasi, lo strumento qui sotto ti aiuta a capire se è il caso di far valutare anche le articolazioni. Se invece hai chiazze che non sai come interpretare, la strada è la visita dermatologica: la psoriasi si distingue da eczemi e micosi con l’esame clinico, non con l’autodiagnosi.
Questo strumento ha finalità informative e non sostituisce la visita medica. Non permette di formulare né di escludere una diagnosi.
Rispondi alle domande per vedere l’indicazione.
Questionario PEST (Psoriasis Epidemiology Screening Tool), Ibrahim G. et al., Clinical and Experimental Rheumatology, 2009. È uno strumento di screening, non di diagnosi: un punteggio alto non significa avere l’artrite psoriasica, così come un punteggio basso non la esclude. La diagnosi spetta allo specialista.